LA VITA SOCIALE DI S.O.M.S

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in programma al teatro arlecchino: Alla mia piccola Sama: la guerra in Siria raccontata alla figlia


Venerdì 6 marzo
IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE JOY FOR CHILDREN

Joy for Children è una associazione di promozione sociale senza scopo di lucro nata dall’Amore, quello per la vita, con l’intento primario di aiutare i bambini vittime di guerre, persecuzioni e delle loro conseguenze, di disastri, soprusi, ma non solo. Non esclude altri tipi di attività solidali verso popolazioni disagiate ed altre situazioni critiche.
Joy for children concentra le sue attività al confine turco-siriano dove sono stati attivati in poco tempo diversi progetti a favore dei profughi giunti dalla vicina Siria. Le missioni di Joy possono essere condivise attraverso l’esperienza del Viaggio Solidale a cui tutti possono partecipare (per informazioni si può scrivere a info@joyforchildren.it per ricevere la brochure con date e costi per i prossimi viaggi).

proiezione pomeridiana ore 15:30 nell’ambito della rassegna “Al cinema con tè”
proiezione serale ore 21:00

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=ozsPZ8ZEITg

Premiato ai Bafta (British Academy of Film and Television Arts, ovvero gli Oscar britannici) e candidato agli Oscar 2020 nella categoria Miglior Documentario, il film arriva nelle sale italiane con il patrocino di Amnesty International Italia.
Come spiegare alla propria bambina quanto possa essere doloroso, ma necessario, restare in Siria sotto i missili, in mezzo alla sofferenza, accettando di mettere a rischio la vita? Waad al-Kateab, regista siriana 26enne, ci prova, insieme a Edward Watts, con il documentario Alla mia piccola Sama (For Sama): il racconto autobiografico di 5 anni da ribelle, ad Aleppo, dal 2012 al 2017.
Sama è nata ad Aleppo, sotto i bombardamenti: è a lei che si rivolge sua madre, la regista Waad al-Kateab, con questo documentario in forma di video-diario. Una lettera cinematografica, la confessione di una madre a sua figlia per provare a spiegarle la guerra, i diritti civili violati, per raccontarle cos’è stata la sua vita in quei cinque anni trascorsi in Siria dall’inizio delle rivolte sino ai momenti più efferati del conflitto.