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L’ARLECCHINO, L’ULTIMO CINEMATOGRAFO DI VOGHERA, VUOLE CONTINUARE AD ESSERCI


Anche chi è abituale frequentatore del ʿCinema Arlecchinoʾ forse non sa che proprietaria del Cinema, da oltre un secolo, è la SOMS di Voghera: per capire meglio perché vale la pena di rispondere al nostro appello, vi chiediamo di dedicare qualche minuto alla lettura di una storia importante.

1. UN PO’ DI STORIA PATRIA, LE ORIGINI DELLE SOMS
In Italia le Società di Mutuo Soccorso (SOMS) nascono attorno agli anni ‘40 dell’Ottocento sull’esempio delle “Friendly Societies” inglesi e del “Secours Mutuel” francese, lì operanti fin dal ‘700, figlie dello sviluppo industriale e dei problemi sociali che l’industrializzazione si porta dietro: pauperismo di massa, condizioni sociali dei lavoratori miserevoli, diffuso analfabetismo, urbanizzazione caotica.
In Italia la più antica tra le società operaie di mutuo soccorso è considerata l’Unione Pio-Tipografica, creata a Torino nel 1738, ma il fenomeno si diffonde solo quando la crescita e l’estensione dell’industria cominciano a segnare di sé il panorama soprattutto di Piemonte e Lombardia. Nel 1862 risultano operative 443 società di mutuo soccorso. Agli inizi queste esperienze contendono il passo alla diffusione dei primi germi di socialismo e non è quindi un caso che ad avviare questo esperimento sociale siano personalità che provengono dalla media e alta borghesia locale.

2. LA SOMS DI VOGHERA
La storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS) di Voghera prende le mosse quando l’Italia, il Regno d’Italia, non c’è ancora. Sulla scia degli ideali mazziniani di educazione e miglioramento delle qualità morali dei ceti popolari, la “Società di Mutuo Soccorso degli Artisti ed Operai di Voghera” nasce nel 1851 nel palazzo del Municipio per iniziativa di illustri benefattori e mecenati cittadini: l’industriale tessile, Cristoforo Pedamonti, il professor Antonio Quaroni, l’avvocato Francesco Gallini (deputato al Parlamento Sardo), il tipografo Giuseppe Gatti della Nel 1862 con decreto del Re Vittorio Emanuele II essa viene riconosciuta ed eretta in corpo morale, sulla base delle leggi all’epoca vigenti. Bisognerà attendere il 1886, con la legge n.3818, per avere una normativa specifica di riferimento che disciplini e riconosca l’attività di tutte le SMS.
La SOMS di Voghera nel corso degli anni organizza diverse attività tutte orientate al perseguimento delle proprie precipue finalità filantropiche: dalla scuola serale per i soci lavoratori (1851) all’istituzione di una cassa di riserva per gli inabili da lavoro, orfani e vedove (1865), dalla biblioteca popolare (1867) e dalle occasioni di ritrovo e aggregazione (a partire dalla fine del 1800) alla costruzione delle case popolari per i lavoratori (Case Operaie, 1904- 1907). La SOMS diventa una istituzione sociale centrale nella vita cittadina, non a caso diverrà il luogo da cui transiteranno per oltre cinquant’anni i principali protagonisti delle istituzioni pubbliche cittadine: quasi tutti i suoi presidenti finiranno per fare anche il sindaco della città di Voghera.
Come altrove, fino all’avvento del regime fascista sarà il laboratorio di un Welfare ante litteram, che metterà a disposizione di operai, artigiani e cittadini servizi formativi, contributi monetari ai bisognosi di assistenza, assistenza medica, case popolari.
Della sua attività istituzionale fa parte anche la Cultura, nel senso moderno del termine: teatro e cinema diventano luoghi di crescita civile accessibili alle masse popolari, e non più il luogo identitario privilegiato ed esclusivo delle classi dirigenti locali. Nel 1914 viene inaugurato il Teatro Cinema Popolare: ristrutturato più volte, nel 1931 e poi nel 1965, quando assume il nome di Arlecchino. Nel 1954 nella SOMS viene integrato il Circolo Culturale Ricreativo Lo Stanzone, nato nel 1949 per volontà di un gruppo di giovani interessati alla letteratura, alla pittura e al teatro. L’attività culturale del circolo si intensifica nei primi anni Settanta con il rinnovo dei locali e l’avvio di nuove attività, legate in particolar modo alla musica colta, che con il tempo si sono purtroppo notevolmente diradate.
Il Cinema Teatro e i locali del Circolo culturale Lo Stanzone, oltre ad ospitare le iniziative promosse dalla Società, sono messi a disposizione della società civile vogherese: qui, infatti, associazioni di volontariato, gruppi di cittadini, Scuole ed Enti che ne fanno richiesta trovano una soluzione, a costi sempre molto moderati, per la gestione delle loro attività.
Oggi SOMS è una associazione di puro volontariato che, oltre a gestire tra grandi e grandissime difficoltà un patrimonio immobiliare rilevante – costituito dal Palazzo sede della società (costruito nel 1885) e da 4 palazzine (le case operaie, 48 appartamenti) realizzate nel primo decennio del 900, continua a operare come un centro culturale polivalente disponendo del più importante – e ora unico – cinema teatro cittadino, l’Arlecchino, oltre che di numerose sale che ogni anno ospitano convegni, mostre e dibattiti.

3. IL CINEMA TEATRO ARLECCHINO: L’ATTIVITÀ, OGGI
Il grande salone del Cinematografo, quasi 500 poltroncine distribuite su due piani, rimane ancora oggi il centro motore delle attività della SOMS di Voghera, ma la situazione di crisi del settore cinema è nota: nell’ultima stagione purtroppo gli “ingressi” al cinema in Italia sono risultati al minimo storico degli ultimi dieci anni e, nonostante il costante impegno della SOMS nella gestione multiutility della sala cinematografica, anche la realtà vogherese, pur con luci ed ombre, non fa eccezione rispetto a questo dato di fatto. È giusto ricordare che il Cinema Teatro Arlecchino è riuscito a sopravvivere anche grazie all’affetto del suo pubblico: quando, infatti nel 2014, le nuove modalità di distribuzione dei prodotti cinematografici hanno imposto il passaggio alla proiezione in digitale, l’oneroso investimento (oltre 60 mila euro) è stato possibile anche grazie ad una sottoscrizione popolare promossa in città.
A Voghera hanno chiuso i battenti tutti gli altri cinematografi, “luoghi storici” che nel passato rispondevano a diverse abitudini nella fruizione dei film: ma noi crediamo fermamente che quest’ultima sala di proiezione a due passi dal centro sia ancora una ricchezza per la città, un luogo importante per fare comunità e cultura, e a questa idea abbiamo cercato di improntare la nostra attività, cercando di contrastare la disaffezione e di attrarre nuovi spettatori:

• da settembre 2017 la programmazione è stata arricchita e differenziata, con la proposta di due film per settimana, uno il venerdì e uno nel fine settimana (sabato-domenica-lunedì);
• nello stesso anno è stata introdotta la rassegna pomeridiana “Al cinema con tè” (venerdì pomeriggio), con biglietto a costo ridotto e tè e biscotti al termine della proiezione per gli spettatori: l’iniziativa ha incontrato il favore di un pubblico prevalentemente femminile, poco amante delle uscite serali per ragioni anche anagrafiche, che ha gradito i titoli proposti, spesso alternativi al circuito più commerciale (come del resto in genere i film del venerdì) e soprattutto, per la prima volta da decenni, ha avuto l’opportunità di vedere un film sul grande schermo di pomeriggio in città. Nella prossima stagione l’iniziativa verrà riproposta (18 film) e si pensa di rendere stabile, da gennaio 2020, la proiezione pomeridiana, qualora si confermasse l’interesse sin qui suscitato da parte del pubblico.
• sono stati proposti in modo più regolare, rispetto al passato, lungometraggi a cartoni animati per i bambini e ragazzi la domenica pomeriggio (due volte al mese da ottobre a marzo);
• nel settembre 2018, inoltre, è stato proposto alle scuole un calendario di proiezioni coerenti con i diversi ordini di scuola (primaria; secondaria di primo e di secondo grado), e tutto ciò con un buon successo: 2.270 studenti (9 proiezioni) delle varie scuole cittadine hanno potuto assistere alla proiezione di film di qualità sul grande schermo, ovvero la naturale modalità di fruizione culturale secondo la quale erano stati pensati e prodotti.

4. DOBBIAMO CRESCERE PER CONTINUARE AD ESSERCI E CI SERVE IL TUO AIUTO
Pur avendo negli ultimi anni ridotto al minimo le spese e nonostante i riscontri positivi da parte del pubblico, i ricavi da bigliettazione e dagli affitti del Salone del Cinematografo faticano a coprire le spese di gestione. I costi per tenere aperto l’Arlecchino e poter continuare a proporre una forma di intrattenimento che è anche intessuta di riflessione, di messaggi culturalmente impegnativi, sono assai prosaicamente costituiti dalle spese di: riscaldamento, corrente elettrica, manutenzione delle apparecchiature, personale tecnico, noleggio dei film; a queste che sono le poste gestionali di bilancio più importanti, vanno aggiunti gli oneri fiscali relativi agli immobili, la difficile gestibilità del grande salone del Cinematografo (484 posti a sedere tra platea e galleria) rispetto alle presenze effettive nelle proiezioni ordinarie. Ai costi ordinari occorre ancora sommare i costi di ammortamento dell’investimento resosi necessario per l’adeguamento degli impianti che hanno impegnato ben 360 mila euro, parte dei quali sono stati recuperati con fondi pubblici, parte in auto finanziamento, parte infine mutualizzati.
Da soli non ce la possiamo fare. Per continuare ad esserci e far crescere quantitativamente e qualitativamente l’offerta culturale alla città è indispensabile accrescere le risorse: sicuramente quelle economiche (che sono vitali!), ma ci piacerebbe trovare anche giovani cinefili, eredi ideali di quei giovani che settant’anni fa diedero vita allo Stanzone, per garantire un futuro al nostro ultimo cinema in città.
Stiamo provando a bussare a molte porte: istituzioni, Fondazioni, privati che possano “sponsorizzare” le attività, per riuscire ad affrontare la nuova stagione cinematografica. Sappiamo, però, che le risorse cui può attingere la SOMS sono prioritariamente quelle del proprio pubblico, al quale chiediamo un aiuto straordinario.

Il CdA della SOMS

Per contribuire
potete passare in Ufficio (via XX settembre, 92 (portone di fianco al Cinema)
oppure potete fare un bonifico:
SOCIETÀ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO
GRUPPO UBI BANCA, Filiale di Pavia – C.so Strada Nuova, 61C – 27100 PAVIA
IBAN IT80I0311111300000000055485
causale: Contributo per l’Arlecchino